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| LIOLA' |
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POLTRONISSIMA € 16,00
POLTRONE E PALCHI € 12,00
GALLERIA € 8,00
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14 DICEMBRE 2009
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LIOLA’
abbonamenti
(8 spettacoli)
Poltronissima: € 90,00
Poltrona: € 75,00
Galleria: € 50,00
Student Special Price
(singolo spettacolo)
Poltronissima: € 10,00 + 1 (prev.)
Poltrona: € 8,00 + 1 (prev.)
Galleria € 7,00 + 1 (prev.)
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Lunedì 14 dicembre, alle 21, il Centro Teatrale Meridionale, diretto da Domenico Pantano, presenta la commedia di Luigi Pirandello “Liolà”. Lo spettacolo rappresenta uno spaccato di vita campestre siciliana “primo Novecento” con le sue regole ed interessi di vita sociale, con uno stuolo di donne che ruotano intorno al mitico, gioioso, idealista, romantico e dongiovanni, “Liolà”. La fruibilità dei contenuti con momenti di puro divertimento, la notevole presenza artistica, l’imponenza scenografica e le piacevoli musiche originali, curate dal maestro Alfredo Messina, rendono questa commedia molto adatta per qualsiasi tipo di pubblico. Lo stesso Pirandello ebbe a dire: « È così gioconda che non pare opera mia». Domenico Pantano dirige e veste i colorati panni del protagonista Nico Schillaci detto Liolà. Con lui sulla scena un nutrito e collaudato cast: Gianfranco Alderuccio (lo zio Simone), Marilina Licciardello (la zia Croce), Silvana Barbaro (Tuzza), Daiana Tripodi (Mita), Nellina Fichera (Càrmina), Maria Lanza, Graziella Mazzarà, Maria Marino, Claudia Pingitore, Giuseppe Gioffrè e Roberto Bagi. I costumi sono di Cabiria D’Agostino e le scene di Antonio Panzarella. “Liolà” è una commedia d’ambiente siciliano, ma più che la ricerca di tipo naturalista o gli aspetti folkloristici, interessa all’autore rappresentare lo spensierato protagonista, il dongiovanni campagnolo, che con il suo comportamento mette allegramente a soqquadro l’apparentemente morigerata società in cui vive. È la tipica storia di un marito vecchio che vuole l'erede per lasciare la "roba" e non può, adattandosi perciò a prendere con sé la nipote che aspetta un figlio da Liolà, mentre quest'ultimo provvede a fornire di un figlio anche la giovane e legittima moglie del vecchio. Tuzza, incinta di Liolà, invece di sposare il suo seduttore che non potrà mai essere un buon marito nonostante l'insistenza con la quale la chiede in moglie, suggerisce allo Zio Simone di attribuirsene la paternità del figlio che ha in grembo, mettendo cosi a tacere le malelingue. In questo modo Tuzza pensava di assicurarsi l'avvenire e di vendicarsi non solo di Liolà ma anche di Mita che ha sposato il vecchio benestante, creandosi una posizione alla quale lei stessa aspirava. Il piano è ben congegnato, la povera Mita è malmenata e cacciata di casa dal marito. Ma interviene Liolà che la salva, mettendola incinta…. Come in altre opere di Pirandello, proprio colui che appare il colpevole trasgressore delle norme sociali è invece il giusto e generoso riparatore dei torti subiti da chi è stato ingannato: aiutando Mita ad essere riammessa in casa del marito, mettendola incinta quasi per burla, Liolà, seguendo spensieratamente la sua natura, ristabilisce la giustizia. |
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